McDonald's e la campagna Big 6

Ebbene, io sono di quelli che quando sfoglia un giornale passa più tempo a guardare la pubblicità che a leggere gli articoli. Nelle pause dei film non cambio canale e rabbrividisco di fronte alla mamma Mellin che è la persona più odiosa della tv e sarebbe invece la perfetta protagonista di uno spot di anticoncezionali. Amo Mad men più che per Don Draper (Don ti odio) per vedere il processo creativo.

Quando ho visto per la prima volta la nuova campagna McDonald’s ero gasata in un modo che manco l’avessi ideata io.

L’avete vista? Vedetela.


Cioè ci rendiamo conto?

Non ci sono gli ingredienti.
Non c'è slogan.
Non c’è il nome del prodotto. Perché? Perché non serve. Questi minchioni sono talmente famosi e grandi e riconoscibili che possono permettersi di fare quello che vogliono.
Il logo c'è, ma è talmente piccolo e chiaro che quasi non si vede anzi, sembra la R di marchio registrato o il TM di trade mark. 

Una grafica che potrei probabilmente fare anch’io con le mie poche conoscenze su Illustrator, eppure li sento tutti i creativi del mondo digrignare i denti per l’invidia.

Il superpotere di dormire da soli


Una delle paure più grandi che avevo prima di andare a vivere da sola era che non sarei stata in grado di dormire da sola.

Ho sempre avuto le mie piccole ossessioni: da piccola sognavo molto e finivo per passare la metà delle notti sul letto dei miei, una volta cresciuta ho iniziato ad avere bisogno del silenzio assoluto per sentire anche il minimo rumore. Anni a svegliarmi a causa dei rumori di assestamento degli armadi, ma anche i vostri armadi si assestano e sempre di notte o è una palla che mi hanno raccontato i miei per farmi stare buona? Fino a qualche anno fa non potevo essere l’ultima ad andare a dormire, tanto da interrompere qualsiasi cosa stessi facendo se gli altri andavano a letto: non dovevo essere l’ultima a spegnere la luce, anche solo per pochi secondi.

Nella casa nuova non ho mai avuto paura: sarà che so che c’è gente che abita sotto e vicino a me, sarà che entra sempre luce e non è mai buio completo, sarà l’orso Orso sul comodino pronto a gestire qualsiasi situazione di emergenza, ma in 6 mesi non c’è stato chissà che bisogno.

Ok no, ci sono state tre volte in cui me la sono fatta sotto:
  1. L’invasione della falena gigante: avevo traslocato da poche settimane, faceva caldo quindi dormivo con i lucernari leggermente aperti. Mi sveglio verso l’1 e al buio faccio per prendere la bottiglietta d’acqua dal comodino e sento una cosa che mi si attacca al dito, infartuo, scrollo la mano con una violenza che per poco mi si stacca la mano. Inizio a guardarmi intorno senza sapere cosa cercare e poi la vedo lì, brutta, orrenda, beige e gigante, appoggiata sul letto. Voi dovete capire che io ho lo schifo di tutti gli insetti, anche delle più innocue formiche, ma il terrore più grande è per quelli duri che volano come i cimici e le cavallette, figuriamoci se sono GIGANTI. Ho i brividi solo a ripensarci. Che faccio allora? Vado giù a recuperare la scopa, per boh, ucciderla? Torno su con la scopa e non c’è più, dov’è finita? Boh. Giuro che ho pensato di uscire, prendere la macchina e tornare dai miei, in fondo erano le 2, sarebbe stato come se fossi uscita e tornata dopo una serata fuori. Non l’ho più trovata: con la luce accesa e la scopa accanto al letto ho cercato di dormire ma non ci sono più riuscita, ogni rumore che sentivo sembrava quella cosa che tornava a volare, mi pareva che ogni nodo delle travi in legno fosse un insetto che si muoveva. Verso mattina mi sono assopita e lì TAC, mi ha svegliato il rumore delle sue ali che sbattevano contro il soffitto. Insomma per farla breve mentre io vagavo per casa rasente ai muri con la tachicardia a mille, quella cosa è volta al piano di sotto e mentre io aprivo ogni finestra possibile e immaginabile si è infilata nel bagno, che ho maturamente lasciato chiuso per tre giorni.
  2. Il rumore molesto n. 1, in cui temevo che qualcuno stesse picconando il tetto per capitarmi sul letto, mentre la mattina ho scoperto che si era staccata la ventosa della mensolina della doccia ed erano crollate a terra 14 bottiglie tra shampoo, balsamo e maschera.
  3. Il rumore molesto n. 2, durante il quale credevo ci fosse tipo una scossa di terremoto, salvo poi scoprire che c’era una tempesta in corso e io avevo lasciato il balcone della porta finestra sganciato, e questo continuava a sbattere contro la casa provocando un rimbombo incredibile.
C’è poi quella fissazione – che ho scoperto essere comune a molti – che se stai dentro il perimetro del materasso i mostri che sono sotto al letto non ti possono prendere, così come se sei coperto con il lenzuolo fino al naso le coltellate degli assalitori non ti faranno male. Quante estati a morire dal caldo sotto le lenzuola perché si diceva ci fossero i ladri in giro. Per la cronaca la testa non vale perché immune.

Il lavoro più bello del mondo e cose di cui abbiamo assolutamente bisogno

I gadget. 
*Sospiro* 
I gadget.

Quanto sarebbe bello per lavoro sviluppare minchiate.
Come nel film di Aldo, Giovanni e Giacomo in cui uno di loro che creava le sorprese degli ovetti Kinder [sì, uno l'ho visto, ho molto peccato]. Conoscevo un ragazzo che faceva il product manager da Giochi preziosi, cioè lui sviluppava i giochi: non la meccanica ma l'idea, la struttura, il packaging, la comunicazione. Non riesco ad immaginare niente di più bello. 
Io lavoro in R&S, è vero, ma nel settore food, e sviluppare ricette e menù è bello e per alcuni versi simile. Ma questo signori, sarebbe un sogno.


Provate a pensare per un momento alla persona che ha creato quest'orsetto qui: non vi da l'idea di essere la persona più felice del mondo? 
Non vi viene forse da immaginarvelo seduto ad una scrivania mentre giocherella con la matita sul foglio bianco, in preda alla disperazione, mentre guarda l'acqua del suo the diventare più scura ogni momento che passa. E a un certo punto boh, il filo della bustina si incastra sulla matita ed ecco l'idea geniale.
Mi esce l'invidia anche dalle orecchie. 
Sì, lo so che non è molto normale, non riesco ad invidiare la Ferragni con i suoi mille viaggi a settimana, i soldi, i regali, gli articoli sui giornali, ma se penso a chi per primo ha pensato a questo cosino qui, alle riunioni di ore e ore chiusi in una stanza a parlare di materiali, di produzione e di tutto quello che viene dopo. Mi vengono brillano gli occhi.

È questo che mi viene in mente quando vedo certe *cose*.
Poi penso anche che mi servono TUTTE.





Cose che ho visto e letto #1

Nonostante io abbia un’ottima memoria, per il quale passo la metà del tempo a vantarmi e la metà a vergognarmi per non fare la figura di quella creepy che si ricorda i minimi dettagli di quello che mi hai raccontato due mesi fa a proposito di tua cognata. Nonostante questo, ho dei terribili vuoti di memoria: com’è finita con Luca il mio morosetto della prima superiore? L’ho mollato io? Mi ha mollato lui? Abbiamo finito gli sms gratuiti della Christmas card e abbiamo semplicemente smesso di sentirci? 

Oppure, chi mi ha consigliato questo libro? Perché ce l’ho sul Kindle? Me lo sono ritrovata davanti senza ricordare quando e come l’avessi scaricato, ma con una sensazione molto forte di doverlo assolutamente leggere che non sapevo da dove veniva. Qualche giorno dopo l’ho visto fotografato su Instagram da una fashion blogger e mi sono ulteriormente confusa.

Il libro è Stoner di John Williams, un libro bello che racconta la storia di una persona comune, noiosa, una persona qualunque e totalmente trascurabile. O forse no, forse è interessante e intelligente e ha segnato le vite delle persone che ha incontrato.
Mi fa sorridere pensare che le prime pagine sono lente e noiose, magari qualche volte pensi anche che non ne valga la pena. Come il protagonista? Poi invece ti ci ritrovi dentro e vorresti abbracciarlo, dargli una mano, una carezzina sulla testa, e il libro non lo metti più giù.
Ho cercato e non ho trovato una recensione negativa.


In ritardissimo rispetto agli altri anni ho iniziato la mia personale maratona dei film candidati all’Oscar, iniziando da La teoria del tutto, dopo aver letto commenti entusiasti e aspettandomi grandi pianti. Sono rimasta un po’ delusa non perché il film non mi sia piaciuto, ma perché avevo aspettative molto più grandi.
I personaggi sono molto belli e gli attori sono bravissimi: lei bella nei suoi abitini bon ton, lui ha vinto l'Oscar e me l'aspettavo, è bravissimo a interpretare il decadimento fisico, in alcuni momenti è perfino difficile da guardare. Ecco, forse sono più belli i personaggi di quanto lo sia la storia, perché diciamo che succede molto poco. E purtroppo non riesco a non fare il confronto con A beautiful mind, che è uno dei miei film preferiti.


Di Shameless non si parla abbastanza, e non capisco perché. Shameless fa piangere, ridere e incazzare, certe volte tutto insieme che non sai più neanche cosa pensare. Ti fa venire voglia di vivere in una famiglia di disadattati. 
Credo che Frank Gallagher sia uno dei personaggi maschili più incredibili delle serie tv degli ultimi anni, tanto quanto Walter White o Walter Bishops, di certo Fiona è il personaggio femminile migliore che io abbia mai visto. Ma è impossibile non voler bene a tutti, TUTTI, anche agli stronzi antipatici. Però non è come nelle altre storie in cui gli stronzi antipatici hanno il cuore tenero e alla fine si redimono. Questi sono stronzi antipatici di quelli che a un certo punto, quando tu credi sia il momento di arrendersi e scoprire il loro lato buono, quando pensi che peggio di così non si possa fare, beh, va peggio. Siamo alla quinta stagione e continua a migliorare. Ho visto le 6 nuove puntate in tre giorni, alcune scene le ho guardate più volte.

L’unico difetto è che sono solo 12 puntate a stagione.