Solo un'altra paranoia di cui non avevo ancora parlato

Presente quella situazione tipica da macchinetta del caffè in ufficio no? Stai andando a prendere un caffè, sei sovrappensiero quindi non fai molto caso a quello che hai attorno, arrivi alla macchinetta e vedi che c'è qualcuno ma ormai hai la chiavetta gialla in mano e il passo spedito ed è troppo tardi per fingere di stare andando alla fotocopiatrice o in bagno, tocca aspettare. Con lui: questa persona che in fondo conosci, la saluti la mattina quando la vedi e se la incroci anche quando esci, magari capita che finite nello stesso giro di mail, forse una volta eravate insieme a pranzo e quindi sì la conosci, ma in realtà non la Conosci: non ti ricordi il suo cognome, non sai dove vive, se è sposata o ha figli, se era team Oasis o team Blur e se guarda Game of thrones. Ed ora devi passare questi due minuti mentre finisce il suo caffè e prendi il tuo. Dici che saranno due minuti, aspetti giusto che esca il tuo caffè e te ne torni a berlo alla scrivania. Sì ma 2 minuti, DUE LUNGHISSIMI MINUTI. Quante parole si possono dire in due minuti? Tante, se ne ne possono dire tante, se una delle due persone è Paolo Bonolis non ne parliamo neanche.

Dialogo tipo:
"Allora come va?"
"Eh dai, tanto da fare ma tutto ok"
"Sì, e la settimana è appena iniziata/menomale che manca poco a venerdì"

E sono passati tipo 20 secondi.
E adesso?
Adesso una persona normale parlerebbe tranquillamente di una cosa a caso: del tempo, dei figli, di quello che sta facendo a lavoro, di quanto fa schifo quel caffè, di cos'ha fatto nel fine settimana o cosa farà nel prossimo, di cose completamente che vengono fuori con naturalezza anche se sono inutili.
Io? Io no. Io in una situazione del genere guardo la macchinetta, sorrido nervosa, abbasso la testa, sussurro "muoviti caffè muoviti" e apro la portina prendendo il bicchiere in anticipo e con molta probabilità anche ustionandomi.

Sono nata priva della capacità di fare small talk, ascolto tutto il giorno i colleghi rispondere al telefono e aggiornarsi sulle rispettive famiglie, mentre io esordisco sempre e solo con "Ciao senti, ti devo chiedere una cosa" [poi un'altra volta parliamo anche dei miei problemi nel parlare al telefono eh].
Non ce la faccio, i livelli di confidenza ammessi sono due: "non ti conosco - non ti parlo" e "non ho problemi a dirti niente, neanche se devo andare a fare pipi", il mio cervello non concepisce quella chiacchiera disinteressata giusto per passare il tempo ed essere educati.
Vie di mezzo? No.

E chi ha detto che dietro uno schermo è tutto più facile ancora non mi aveva conosciuto, perché sì certo, non siamo faccia a faccia quindi l'effetto vergogna dovrebbe essere minore (seh, come no). Ecco, se per favore mi dite come continuare il discorso con la mia ex compagna di corso che mi ha scritto... perché io oltre il reciproco "Come va" non so più come continuare.

Mi sembra un po' difficile ultimamente fare le cose

Mi sembra un po' difficile ultimamente fare le cose. Tutte le cose, in generale, proprio quelle normali.
E non so come fare quindi da qualche giorno ho inaugurato questa cosa nuova: faccio finta, copio gli altri, quelli che mi sembrano ok. In pratica recito la parte con la consapevolissima speranza di autoconvincermi.
È un po' quella sensazione che abbiamo provato tutte alle medie guardando per la prima volta Save the last dance, che pensi "Minchia, voglio fare la ballerina" e il giorno dopo vai a danza sentendoti come se anche tu potessi andare alla Julliard e ci credi un casino e per 4 giorni sei tutta convinta, poi te ne dimentichi e ciao, ma quei 4 giorni sono stati bellissimi. Io non ho mai fatto danza, per dire, e comunque provavo quella cosa e mi veniva la voglia di iniziare.
Ma la cosa peggiore è quando vedi gli altri fare le stesse cose che fai tu, e però gli altri ti sembrano più belli, felici, spensierati e magari non è vero ma per te invece lo sono. Belli, felici, spensierati. Allora io li guardo e faccio le stesse cose che faccio tutti i giorni ma invece che sentirmi come mi sento io, provo a sentirmi come si sentono loro. Bella, felice, spensierata.
Allora la mattina mi preparo come se fossi una delle fighe della scena iniziale de Il diavolo veste Prada, entro in riunione sentendomi sicura e competente come Kate Hudson in How to lose a guy in 10 days, vado in palestra credendo di amare la palestra come le fighe dei profili fitness di Instagram, faccio la spesa come Cameron Diaz in The holiday, ceno da sola ma preparandomi il piatto per bene come Mandy Moore nel suo fighissimo loft in Because I said so, faccio aperitivo con le amiche come Emma Stone in Crazy, stupid, love.

Faccio finta.

Gli uomini sono come noi


Secondo questo articolo gli uomini vanno in palestra con la foto di Brad Pitt in Fight club e chiedono di avere quel fisico, come noi femminucce che andiamo dal parrucchiere con le foto del long bob di Emma Stone (voi, io non mi farò mai il long bob) o della frangia di Zooey (voi, io non troverò mai il coraggio di farmi la frangia) o del colore di Jennifer Aniston (voi, io non mi farò mai la tinta).

Ma la cosa veramente bella è leggere i commenti, è lì che ti rendi conto che gli uomini sono proprio come noi. Cioè intendo, proprio idioti come noi.
Non è bellissimo ed estremamente consolatorio?

C'è il partito di quelli demoralizzati dentro ma convinti fuori secondo cui col fisico ci nasci o non puoi farci niente e quindi il caro Brad, mentre tutti nascono paffutelli e rosini, lui è spuntato fuori dalla vagina bello abbronzato, oliato e soprattutto con gli addominali tartarugati e a V, oltre che con spalle e bicipiti de dio. In più vi faranno notare che cioè, non è niente di che, cioè è un fisico comune non è mica chissà che.



Poi arrivano quelli che prendono tutto sul personale: non è possibile! Io sono 4,5 cm più basso e peso 3 kg in più! Io io io io io io io.


I miei preferiti sono quelli che è così che deve essere uomo? Un uomo è tale solo se ha gli addominali? Siamo forse meno uomini noi che pesiamo 5 kg in più? Per la serie Uomo de panza, uomo de sostanza, o per dirla in rosa "oltre le gambe c'è di più".


Tra i rompiballe al primo posto quelli che la puntano sulla salute, son pure sarcastici.


Rompiballe numero 2, cioè i puristi del libro: come osate dissacrare la nostra Bibbia con tali futili argomenti.

Quei 67 che hanno commentato "The first rule of Fight club bla bla bla" li risparmio, li mettiamo insieme alle femminucce che "cury è diverso da obeso" giusto perché magari son contenti di stare tutto il tempo a ripetersi cose ovvie pensando di aver scoperto l'acqua calda.

Bene, ora c'è da capire se anche loro screenshottano i messaggi che ricevono e li inviano agli amici.

Sminuirsi state of mind

La cosa traumatica di avere poca autostima non è solo il fatto di non credere in sé stessi, ma anche la tendenza a non credere agli altri quando loro credono in te. Il che vuol dire sminuirsi da soli e sminuirsi quando gli altri ti fanno un complimento.


Che si tratti di "come stai bene con i complimenti raccolti / che bel maglione / hai fatto un buon lavoro, brava" io risponderò con una serie di "ma va non è vero /  ah il maglione l'ho preso al mercato costa 40 euro / oh sì beh era una roba da niente".
Ricordo distintamente il collega che dopo aver fatto un commento sulla mia gonna, e dopo essersi beccato in risposta uno sguardo che davvero lasciamo stare, ha ribattuto con "oh non ho mica detto che fai cagare".

Lo so che basta dire semplicemente "grazie", ma non mi viene ed è una cosa che mi sto allenando a fare ma che continuo a ritenere stupida.
Perché? NON LO SO. Ho evidentemente dei problemi psicologici, ma se una persona mi dice "che begli occhi" le reazioni che mi vengono spontanee sono:
1. Ahaha ma no, cosa dici
2. Eeeh lo so

Quindi le cose sono due: sminuirsi o fare la bulla.
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