Scusa Lancome io non volevo

La prima volta che mi sono truccata ero alle medie, in seconda o in terza, e ho messo questo ombretto lucido lilla che era dentro una scatola a forma di ape, Pupa, ovviamente.
Mi sono truccata così per tanti anni, l'ombretto lucido è diventato opaco, si sono aggiunti il mascara, il fondotinta, millemila correttori. Ma sempre l'ombretto lilla, stavolta Lancome.
Anche gli altri trucchi erano da signora per bene. Mia mamma mi aveva comprato la crema colorata sempre Lancome, e poi sono passata a quella Dior. Il correttore era il Touche eclat, o almeno la commessa, al momento, me l'aveva venduto come correttore.
Alle superiori, ho iniziato ad aggiungere la matita nera sotto. L'ho chiesta a mia mamma e lei me l'ha comprata, la matita waterproof di Dior. La mettevo dentro l'occhio, questa cosa orrenda che non so perché lo facciamo tutte, non fatelo, che fa solo gli occhi più piccoli. E io l'ho scoperto solo all'università, quando un bel giorno mi sono inventata di metterla sopra la matita, e me lo ricordo ancora quando sono entrata al bar dell'uni e le mie socie mi hanno detto "cos'hai fatto di diverso, stai bene".
I rituali della mattina, con mia mamma con il suo siero e la sua crema e il suo fondotinta, io con la mia crema colorata, la mensolina sopra al lavandino piena di scatoline col tappo argentato lucidissimo, tutte scure, belle, eleganti.

Ho pensato a quella mensola e a quelle mattine oggi pomeriggio, davanti allo stand di Essence, mentre prendevo in mano questi mille mascara dai nomi improbabili e dai tubetti cilindrici orrendi tutti fucsia, arancioni, verdi quasi fosforescenti, mentre lo stand Lancome un paio di metri più in là mi chiamava con i suoi mascara dalle forme arrotondate, tutti neri, tutti sobri e bellissimi. Prendevo in mano Get big e pensavo "Vai là e prendi io tuo amato Lancome Star, con i brillantini tanto carini sul fondo, oppure prova quello nuovo, è così bello che sembra un profumo e ha lo scovolino tutto storto e guarda che ciglione ha lei nella pubblicità".

Ho resistito, alla fine. Ho preso quel terribile Get big, col suo tubetto fucsia e il nome scritto in un carattere che io non sceglierei nemmeno per un biglietto di compleanno.

Mi sento come se avessi tradito i miei principi più intimi e profondi, sono sicura che domani per punizione mi cascheranno gli occhi.
Scusa Lancome.
Scusa mensola del bagno.
Scusa mamma.

Pan brioche alla quasi-Nutella


Questo è il dolce più bello che io abbia mai fatto. Non è il più buono, almeno non per me, anche se due persone tra quelle che l'hanno mangiato mi hanno chiesto la ricetta.
È molto facile da fare, ma un po' lungo perché richiede due lievitazioni.

500 gr farina 00 - 2 uova - 70 gr zucchero - 180 ml latte - 60 gr burro - 25 gr lievito di birra fresco - Nutella 

Scaldare leggermente il latte, dev'essere solo tiepido, e sciogliervi il lievito di birra. Mescolare tutti gli altri ingredienti e aggiungere il latte con lievito, lavorare un po' fino a che si forma una palla omogenea e lasciar riposare per un'ora e mezza fino a che l'impasto raddoppia di volume.
A questo punto prendere l'impasto, dividerlo a metà e creare due cerchi della stessa dimensione (non serve essere molto precisi nelle forme). Su uno dei due cerchi di impasto spalmare la Nutella e poi coprirlo con l'altro. Poi tagliare il cerchio a triangoli e arrotolare ogni triangolo partendo dal lato più largo per finire con la punta (come per fare le brioscine di pasta sfoglia). Mettere le varie brioche in una teglia coperta da carta forno, alcune stese, alcune in piedi, insomma ACCAZZO, lasciando un po' di spazio tra una e l'altra. Lasciar riposare un'altra ora e poi cuocere in forno per 20/25 minuti (dipende dal forno, io ho l'impressione che il mio sia supertroppo potente).

Ovviamente io ho fatto il tutto con latte di soia, margarina e Nutella Valsoia.
Lo riproverò sicuramente con la marmellata, e magari arrivando a 100gr di zucchero, perché se mangiando un dolce non muoio di diabete non son contenta.

Cose che mi facevano schifo e invece adesso no #2

Secondo capitolo del post "Cose che mi facevano schifo e invece adesso no" che in questo caso diventa più un "Cose che voglio" perché qui andiamo più sul ragionevole e se qualcuno non sapesse che cosa regalarmi, ecco, non è mai male fare una lista.

Guardare zainetti e borse a secchiello, per una come me ancora traumatizzata dal monogram Louis Vuitton è molto pericoloso, perché sono gli unici che ricordo di aver mai visto in passato. Oggi invece è materiale da hipster, le amate/odiate hipster con le loro gonnelline bianche a pieghe, i sandali jelly con i calzini e i crop top e gli occhiali rotondi. Quegli occhiali rotondi che sei andata avanti due anni a pensare ma chi sei, John Lennon dei poverie poi a un certo punto è scattato qualcosa e eccallà.

Un po' fuori tema, perché non sono cose che mi facevano schifo ma solo cose che non avevo mai visto e che poi ho iniziato a vedere ovunque: 1. le cocotte Le creuset, che dopo averle viste guardi la tua crema di carote e ti sembra molto più triste, e la immagini dentro una cocotte colorata con due crostini e ti sembra ti consumare una cena gourmet che Ratatouille chi sei e 2. gli orologi Daniel Wellington detti anche gli orologi più pinnati di tutto il Pinterest che sono probabilmente più larghi del mio polso ma desidero ardentemente e costano poco.

Natale quando arrivi?


Not gettin' married

Non ho mai voluto sposarmi. Non ho mai avuto una relazione tanto splendida da pensare "ommioddio voglio passare tutta la mia vita con te", anzi, è una cosa abbastanza antipatica da dire, ma mi stufo presto.


Poi la voglia di spendere un casino di soldi per fare una festa in cui inviti gente con cui non parli da mesi e che per mesi andrà avanti a commentare "cheppalle a maggio ho un matrimonio", una messa di due ore che annoia tutti quanti, regali brutti che non potrai mai eliminare.
L'unica cosa che forse potrebbe convincermi a cambiare idea è il vestito, perché a noi che mai andremo agli Oscar quando ci capita di mettere un vestito del genere?

A questo proposito, vorrei lanciare un appello a favore delle maniche, quelle bistrattate maniche: che vi hanno fatto di male? Sì real time, sto parlando con te, sì amiche neo-spose della mia timeline di facebook, perché vi prendete tutti questi vestiti bianchi come il latte, lucidi, con la gonna grande grande tipo meringa che fa gnik-gnok solo a guardarla e il corpetto rigido a cuore sulle tette? Che vi hanno fatto di male il pizzo, il tulle, i volumi moderati, il color crema e sì, loro, le maniche?
Hanno paura che se non ci mostrano la ciccetta sotto le braccia non le vogliamo più bene.

Io ho deciso che non mi sposo così.