Io che guardo Star Wars #1

IV – Una nuova speranza

All’inizio ho avuto un attimo di spaesamento. Voglio dire, ero reduce dalla visione di Interstellar, e ritrovarmi a guardare un robot che fa il rumore della latta quando cammina e un bussolotto tipo bidone di latta che è evidentemente un antenato di Emiglio (il meglio) è stato un po’ traumatico, ma una volta entrata nell’ottica tutto ok. È stato tutto un continuo ehi ma questa musica la conosco / uh guarda giusto, c’era pure uno che si chiama Luke / aah ecco da dove viene Android, ooh ecco da dove hanno preso il robottino del logo / LA SPADA LAAAASEEER.

Praticamente quello che ho capito è che c’è Luke, biondino sciapo vestito da karate, triste e incompreso che si innamora a prima vista della prima ragazza straniera che vede (in pieno stile disney) e sogna di andare via di casa per realizzare il suo sogno (in pieno stile disney). Guarda caso tutta la sua famiglia muore (in pieno stile disney) e lui trova aiuto in un vecchio Wan Kenobi – ah già, anche questo l’avevo già sentito. Finiscono in un brutto bar, pieno di strani ceffi che sembrano pupazzoni con maschere da Halloween e fanno un sacco ridere, tra cui il famoso pelosone e un Harrison Ford d’annata coi capelli da Bon Jovi.

Punti che meritano una menzione nel mezzo della storia:
_ Far parlare a metà delle creature una lingua incomprensibile è una grande idea per quando non sai cosa fargli dire, e poi fa anche risparmiare soldi nel doppiaggio
_ Wan Kenobi che ha mal di stomaco dopo che distruggono un pianeta fa abbastanza ridere, anche se è una cosa molto brutta
_ Solidarietà al pelosone Chewbacca che fa il figo e ogni cinque secondi si passa le mani tra i *capelli*

Bla bla bla e la storia si fa un po’ più appassionante: ritroviamo Luke che cerca di salvare la principessa Leila e ovviamente si ricorda solo all’ultimo di mandare una nota vocale su whatsapp ad Emiglio il meglio che li salva tutti.

Finalmente ecco il buono contro il cattivo, LE SPADE LASER che fanno ssbsssgggg e cccchhssssscccc e Obi Wan Kenobi che sorride e subito dopo muore NUOOOOO COME MUORE e però forse non è veramente morto perché continua parlare a Luke che però è convinto di avere le cuffie che non funzionano, forse aveva anche lui la Telecom che qualche volta sei al telefono e inizi a sentire qualcun altro che parla da un'altra linea, e alla fine lo aiuta a salvare tutti.

Poi il film finisce con la principessa Leila che cambia pettinatura, secondo me è stato Wan Kenobi a suggerirglielo.

V - L'impero colpisce ancora

Il secondo film, che ricordiamo è il V episodio anche se è uscito per secondo (ma non pensano a noi che scarichiamo su torrent e ci tocca passare le ore su wikipedia a capire l’ordine giusto poi?), vabbè il secondo film inizia che sono tutti su un pianeta congelato che però si chiama Hoth e a quanto pare questa cosa fa molto ridere (AH-AH-AH. No, me l’hanno dovuta spiegare).
Mentre Leila è impegnata a fare la figa di legno, Luke che si annoia a stare sul divano con la borsa dell’acqua calda decide di andare a fare una passeggiata in mezzo alla neve e finisce attaccato da una specie di orso gigante. Allora Ian corre a cercarlo e quando lo trova per salvarlo lo mette al caldo dentro un animale morto. DENTRO UN ANIMALE, voglio dire, una cosa normalissima.

Finita questa scena che non c’entra niente con tutto il resto e di cui io e il cuscino tartan non capiamo il senso, torniamo a lottare contro il cattivo, a vedere la figa di legno e il birbantello che litigano ma tanto lo sappiamo tutti che alla fine vi amerete, a fare un po’ di effetti speciali che pare mio zio l’ultimo dell’anno quando spara i miniciccioli in giardino, torna il robot dorato dal nome irricordabile che sicuramente è gay, un paio di momenti di musica e di nuovo EHI MA IO QUESTA L’HO GIA’ SENTITA e via così. 
Ah poi c’è Luke che gioca a “Il bambino con il kimono d’oro” con Joda, che è un po’ E.T., un po’ Gollum e un po’ Splinter delle tartaruge ninja.

Nel mezzo ci sono io che penso a tutti i possibili crossover che si potrebbero fare, tipo Dart Fener che chiama l’ammiraglio e compare Adama di Battlestar Galactica, oppure Joda che dice “tu avrai a che fare con il fato” e ta-dààà inquadratura del monte Fato.

Poi c’è il momento bellissimo in cui parlano del famoso Lato Oscuro, quello pieno di biscotti per capirsi. Sparano un po’, poi c'è uno che si chiama Lando come i supermercati che fa il minchione, Ian che viene congelato e finalmente ecco Fener e Luke in versione spadaccini e ZAC via la mano e arriva il momento “LUKE IO SONO TUO PADRE”, l’unica scena che conoscevo perché dodicimila meme hanno lasciato il segno.
E però Luke non è contento, cioè incontri tuo padre dopo milioni di anni e zero, scappa via con la sua faccia storta e una sola mano. Però poi la mano gliela ricostruiscono e questa è la vera delusione, io che già mi aspettavo il predecessore di Jaime Lannister.

E poi basta, finito così, senza fine e con molto fastidio.

VI - Il ritorno dello Jedi

E allora c'è Luke, che dal primo film sembra invecchiato di 20 anni e invece Wikipedia mi dice che sono solo 6, che si sente buon samaritano e nonostante sia un po' gelosino decide di andare a salvare Ian, che per tutto quel tempo è rimasto congelato dentro la grafite, e anche con un espressione un po' così diciamo, non proprio furba.
La successiva mezz'ora è quella che mi ha probabilmente fatto uscire 15 nuove rughe d'espressione, perché erano tutti brutti, ma così brutti che ho passato tutto il tempo con il naso arricciato e la bocca schifata: a partire dal viscido Jabba al tizio con i tentacoli che escono dalla testa.
A salvare Luke è Leila *momento d'ammore*, che però poi viene imprigionata tra le schiave del viscidone, e costretta a mettere un costumino che chissà quante seghe ha provocato tra i nerdoni in questi trent'anni.
C'è un po' di lotta di creature schifose in mezzo al deserto, Luke tira fuori la spada laser nuova scintillante che fa tutto un altro livello di sssggccssscchhh e alla fine i nostri eroi riescono a scappare.

Siccome questa storia ci ha annoiato, torniamo a Luke versione alunno che va dal maestro Yoda che però è stufo, c'ha 900 anni, E MUORE. Allora rispunta Wan Kenobi e *momento beautiful* Luke, dall'argentina, la tua sorella gemella, è quiiiiiiiiiii. Ed è Leila, per la cronaca. Io e l'orsetto Orso non ce l'aspettavamo questa, lo dobbiamo ammettere.
Poi Luke scopre che dovrà affrontare di nuovo suo padre, e che i cattivoni stanno costruendo una nuova Morte Nera ancora più nera. CHEPPALLE.

Allora vanno tutti sul pianeta Boh (non me lo ricordo) per rovinare i piani ai cattivoni, e lì trovano questi orsetti carini e pucciosi che si chiamano Ewok e che prima sono cattivi ma poi scambiano Emiglio il meglio per un loro dio e diventano buoni.
Qui c'è l'unica scena che mi abbia fatto ridere in tre film, e cioè un orsetto che fa tipo il lazo con una corda e si auto-impiglia e cade. Tenerello.
Durante la lotta ho avuto anche un momento di gasamento da *ehi ma questa sembra la musica di Harry Potter*.

Ma arriviamo al finale che tutti stavano aspettando, Luke incontra di nuovo il suo papi e spade laser bssssggghchhhhh "Luke, vieni dal lato oscuro! Ti hanno imbrogliato e non ci sono i biscotti, ma ci divertiamo un casino!" - "No papi io sono buono! E poi papi hai anche una figlia lo sai?" - "Ah, allora che minchia me ne frega di te, mi prendo lei che è anche più figa!" e ZAC via la mano del papi. Ce l'avevano su questi con il tagliare le mani.
A questo punto l'imperatore, pure lui brutto forte, decide di dare un paio di scossette a Luke e Dart riscopre l'istinto paterno e tac, gli da una spintina e lo butta giù dalla nave. Proprio adesso che è tornato buono ovviamente Dart muore, si toglie la maschera e ci fa vedere che anche lui a bruttezza è messo bene e buuàààà finito ci salutiamo tutti piangendo.

***

Sì, mi sono accorta che non si capisce se alla fine mi son piaciuti o no.
Facciamo così: sospendo il giudizio fino a quando non avrò visto anche gli altri tre, perché se dovessi parlare ora, ehm, forse non sono abituata alla fantascienza così "vintage", forse il fatto di non averli visti da bambina mi ha tolto un po' della *magia* di cui tutti parlano. 
Non li riguarderò, ecco.

Io che guardo Star wars

Sono un sacco di anni che mi metto in testa che devo farmi una cultura sui classici, quelle cose che ti sempre escluso perché non l'hai mai visto o letto, film o libro che sia. Mi vengono in mente scrittoroni come Tolstoj o Jane Austen, i più recenti Franzen, Roth, Foster Wallace, gente di cui tutti parlano e di cui io ehm, sì, boh. Ce li ho tutti sul kindle da tempo, ma ogni volta preferisco altro. Ho anche provato comprando Anna Karenina di carta, con una copertina morbida carinissima e devo dirti scusa Anna non so che tipo sei, magari ti offenderesti pure a sapere che ti ho preferito Lena Dunham, ma ora sono tutta tua.

Per quanto riguarda i film mi ritengo espertissima di commedie romantiche [o almeno mi ritenevo tale, ma questo è un altro post, quindi tipo per il prossimo mese parlerò solo di film] e abbastanza di supereroi, anche se in realtà in questo caso mi piacciono quelli, e quelli continuo a riguardare. Mi mancano però grandi film, alcuni anche molto vecchi, che per molti sono storia e che vorrei da sempre recuperare: tutto Al Pacino e De Niro, tipo Toro Scatenato, Taxi driver, Il padrino, ma anche classiconi come Via col vento e La mia Africa, i primi di Woody Allen e una serie lunghissima di molti altri, anche meno seri, tipo Indiana Jones e Ritorno al futuro. Una mia compagna dell’università per un compleanno mi regalò dei dvd per aiutarmi nel mio progetto: Kill Bill 1 e 2. È arrivato ora il momento, Alessia, di dirti che teste mozzate con la spada, occhi che rotolano per terra e sangue che esce dal petto stile idrante dei pompieri non erano esattamente la mia idea di *film classico*. Non ci metterei proprio del tutto Tarantino, se non – forse – per Pulp fiction, che infatti non ho visto.

Ovviamente della mia lista non ne ho ancora guardato uno.

Nel frattempo ho rivisto 28 volte 500 days of Summer (no, sicuro di più) e Love actually (anche fuori stagione), innumerevoli volte Batman e sono andata in fissa con film nuovi come Now is good, The perks of being a wallflower e Begin again, ma mai che mi sia venuto in mente di aprire la cartella “da vedere” sul pc.

Se non che, qualche giorno fa è uscito il trailer del nuovo Star wars, e tuttituttitutti ne parlavano in tutti i luoghi e tutti i laghi. Commentano la spada luminosa. Fanno battute che non capisco, creano meme e ridono un casino e io no. IO NO. Quale motivazione migliore può spingermi a fare qualcosa, se non il fatto di sentirmi per l’ennesima volta esclusa? Esatto.

Eccomi quindi qui con la cartellina “Star wars” aperta, pronta a partire, anzi pronta a chiedere all’amico nerd [ciao Stefano!] è giusto l’ordine? Li guardo così? Perché ovviamente sono duemila film. Ok sei, che sono comunque tantissimi, è quasi come Harry Potter, voglio dire.

Per la cronaca, Stefano mi dice di guardarli nell’ordine solo se conosco bene la storia “essendo film molto vecchi e di cui tutti parlano facile che sai già benissimo cosa succede, altrimenti se guardi prima i nuovi e poi i vecchi ti spoileri qualcosa”. Poi ha aggiunto anche delle cose che mentre parlava sembrava stesse venendo, ma vabbè, non importa.

Per la cronaca, quello che io conosco della storia è che c’è un tizio vestito di bianco tipo profeta, uno peloso, un robot bianco e un robot nero che si chiama Darth Vader e anche Darth Fenner e che è papà di qualcuno, quindi devo guardare prima i film IV, V, VI, e poi I, II, III. 

Devo ancora iniziare, e già niente ha senso.

Il maledetto open space

Quanto può essere brutta la vita nell’open space lo capisce solo chi ha lavorato in un open space.

Sì certo, alzare gli occhi dal pc e vedere facce umane è bello, puoi distrarti e fare due chiacchiere con i colleghi, qualche volta ritrovi quell’atmosfera di fare tutto insieme come durante i lavori di gruppo che era tanto bella [i commenti “uuuh io li odiavo” saranno bannati dall’internet intero].

Poi ti ritrovi la capa che si sente sola nel suo ufficio e ha voglia di chiacchierare e viene col suo bel black-berry a sedersi accanto a te e chiacchierare con la gente che hai intorno. In più ti ruba la penna blu, penna che tu hai con tanta fatica scovato in un’azienda sovrappopolata di penne nere. 
Una legge tutte le e-mail ad alta voce e ad alta voce fa la telecronaca di tutto quello che fa “devo segnare questo nell’agenda / Adesso rispondo a X / Poi ho la riunione con Mario, poi con Gino e poi con Piero”.
Quello soprannominato Direttore generale perché un sacco umile, che esce dal suo ufficio [singolo, ndr] e dotato di porta, sbraitando e sbuffando e bestemmiando, come se lavorasse solo lui. 
Quella che telefona in vivavoce, a un collega che si trova in una stanza a dieci metri di distanza. 
L’avvocata [anche lei dotata di ufficio singolo], che telefona girando intorno alle scrivanie. 
Quello che camminando fa più rumore di tutti i Signori dei cavalli di Rohan messi insieme. 
Il capo per modo di dire che non ha mai voglia di far niente e come un’ape sui fiori passa di scrivania in scrivania a chiacchierare. 
Quella che cammina in giro facendo scattare il tappino della penna alla velocità con cui un colibrì sbatte le ali. 
Quella che ha caldo, lavora in canottiera e apre tutti i finestroni nonostante ci siano 5 gradi. 
Quello che ha i cali di zucchero ed apre una merendina o un sacchetto di biscotti ogni mezz’ora. 
Quella che passa e fissa i computer di tutti.

Quella che passa 10 volte. E 10 volte ti dice ciao. E tu 10 volte le devi sorridere.
Ciao
Ciao
Ciao
Ciao
Ciao
Ciao
Ciao
Ciao
Ciao
Ciao

Genti che mi danno fastidio

* Genti che quando beve si sente glu glu, che pare stia deglutendo la pastiglia più grande del mondo e invece magari è un bicchiere d’acqua. Ma anche la gente che beve l’acqua dalla bottiglia tipo con la bocca un po’ aperta e vedi l’acqua che passa dalla bottiglia alla bocca.

* Genti che quando ti parlano invadono il tuo spazio vitale, ti si siedono vicini o ti vengono vicini con la faccia che ti fanno sentire il loro respiro. Non parliamo delle Genti che ti toccano perché non ne possiamo più.

* Genti che telefonano e parlano a voce normale/alta. Che stiano parlando con la moglie per fare la lista della spesa, che stiano spettegolando con l’amica, raccontando che il figlio di 18 mesi sa contare fino a 100 in inglese o com’è andata la gastroscopia fatta il giorno prima. Sarà che con il telefono ho un rapporto un po’ avverso, che sono impedita e mi vergogno a telefonare, che per fare qualsiasi telefonata faccio i viaggi e mi assicuro di essere almeno a 20 metri da qualsiasi essere umano che possa sentirmi.

* Genti che non camminano con i piedi dritti ma li butta verso l’interno o l’esterno, tipo, che poi le scarpe non sono rovinate solo sulla parte della suola ma anche un po’ sul lato, perché il tallone poggia lì. Mi so’ spiegata? No vero.